Quali sono le caratteristiche cliniche della malattia causata dal nuovo coronavirus? I numeri possono insegnarci qualcosa riguardo la patologia COVID-19 che adesso preoccupa il mondo? Le risposte le troviamo in un nuovo studio pubblicato proprio oggi sulla rivista Journal of American Medical Association. I due studiosi, appartenenti ad un istituto di ricerca cinese, hanno analizzato i dati di oltre 72 mila casi di malattia da nuovo coronavirus registrati in Cina fino a circa metà febbraio.
L’epidemiologia dell’infezione da coronavirus 2019-nCoV
I numeri raccolti ci permettono innazitutto di comprendere quali siano i soggetti più colpiti dalla nuova infezione. Dall’analisi dei dati emerge che la parte di popolazione più coinvolta apparteniene alla fascia di età compresa fra i 30 ed i 79 anni (87% dei casi), segue la fascia 20 – 29 anni (8%) ed i soggetti con età superiore ad 80 anni (3% dei casi). Invece i casi fra i giovani e giovanissimi (dai 19 anni in giù) non superano il 2%.
La gravità della malattia COVID-19
La gravità della malattia è stata ritenuta lieve nell’ 81% dei casi (non evidenza di polmonite oppure polmonite lieve), mentre nel 14% è stata giudicata come severa (ad esempio per l’iniziale compromissione della funzionalità respiratoria), ed infine nel 5% dei casi la patologia è stata giudicata come critica e dunque con necessità di cure intensive. Mentre la mortalità in generale è pari al 2,3%, questo dato sale al 14,8% quando si tratta di pazienti con oltre 80 anni di età. Questo aspetto deve spingere dunque verso una maggiore attenzione per le persone più anziane e fragili.
Le caratteristiche del contagio
Secondo gli studiosi l’infezione da nuovo coronavirus appare più contagiosa rispetto alla SARS e la MERS. Tuttavia i dati numerici sull’entità della trasmissione interumana, ovvero da persona a persona, sono ancora oggetto di ricerca. Mentre per la SARS e la MERS il contagio inerumano avveniva prevalentemente in contesto sanitario, gli studiosi sottolineano invece come per la COVID-19 la trasmissione avviene anche in contesto familiare e tramite contatti stretti fra persone. Inoltre l’analisi dei dati numerici sull’epidemia suggerisce come fin dall’origine si sia subito verificata una doppia fonte di infezione, ovvero sia dagli animali che da parte di persone contagiate.
L’infezione fra medici e personale sanitario
Dall’analisi dei dati emerge che i casi di infezione fra professionisti sanitari è pari al 3,8% dei casi complessivi, ovvero 1 716 soggetti fra quelle appartenenti al campione in esame di 72 314 casi. Da sottolineare la gravità della malattia fra il personale sanitario: nel 14,8% dei casi si tratta di malattia giudicata come severa o critica. Dai dati emerge dunque una patologia, la COVID-19, da affrontare sia a livello globale che locale e con particolare attenzione dal punto di vista medico e sociale.
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